La storia delle conferenze Xbox è, paradossalmente, ben diversa da quella della console stessa. Mentre i numeri degli hardware venduti sono diminuiti negli anni (e con essi, i giochi acquistati dagli utenti), gli show di casa Microsoft hanno mantenuto un ottimo livello qualitativo. Da quando le asettiche Nintendo Direct sono divenute il formato standard anche per altri giganti dell’industria, come Sony, Xbox è riuscita a guadagnare un buon pubblico per le sue conferenze, attirata più dalla qualità dello spettacolo che dalla console in sé. D’altronde, con Phil Spencer alla guida, Xbox sembrava ormai avere abbandonato il concetto di esclusività, rimuovendo anche quell’ultima barriera che si frapponeva tra l’azienda e gli utenti della concorrenza. Vanno letti in questo senso gli arrivi di brand storici come Forza Horizon, Halo e Gears of War su PlayStation. Con l’arrivo di Asha Sharma come nuova vicepresidente esecutiva e CEO di Microsoft Gaming, molte politiche aziendali sono cambiate. La decisione più discussa è stata il taglio del prezzo del Game Pass — ritenuto troppo alto dalla manager statunitense — a fronte della rimozione del day-one per i nuovi titoli della serie Call of Duty, che entreranno nel servizio con un anno di ritardo rispetto al lancio. Il taglio è stato accolto positivamente dagli abbonati. Un ulteriore punto di svolta potrebbe essere rappresentato dal ritorno alle esclusive console, decisione già vociferata da giorni e apparentemente confermata dallo Showcase 2026.
La lineup
Il gioco più convincente dello Showcase è stato, senza riserve, Gears of War E-Day. The Coalition ha scelto di raccontare un prequel: quattordici anni prima del primo capitolo, al momento dell’Emergence Day, quando le Locuste emergono per la prima volta sotto la superficie di Sera. La storia segue Marcus Fenix e Dom Santiago nella loro fase formativa, all’inizio di un’amicizia ancora in costruzione, in una città, Kalona, che crolla nell’arco di tre giorni.

Altrettanto significativa è la scelta strutturale. E-Day non è un open world: la campagna è lineare, e si svolge in un’unica città, con scenari bellici di grande fascino, come quelli mostrati nel trailer gameplay e nell’approfondimento in coda all’evento. Assenti i DeeBee (gli androidi della COG introdotti dal quarto capitolo) e assenti i sistemi di costruzione e potenziamento delle armi che avevano appesantito Gears 5, trasformandolo in qualcosa di ibrido e meno definito. Al loro posto tornano le Locuste originali, le armi classiche della trilogia, un ritmo di gioco che dal gameplay mostrato sembra ritrovare la violenza diretta e l’atmosfera opprimente dei capitoli fondativi. Data di uscita: 6 ottobre 2026. Solo per Xbox e PC. E questo è il segnale più chiaro del cambio di rotta impresso da Sharma. La serie che Phil Spencer aveva aperto a PlayStation diventa il simbolo del ritorno alle esclusive.
Convincente anche il nuovo materiale mostrato per Fable di Playground Games, che ha finalmente una data: 23 febbraio 2027. Il trailer ha mostrato nuove sequenze di gioco: combattimenti contro un Balverine, sezioni di magia, personaggi e antagonisti. Al centro di tutto la villain Isabel, interpretata da Hayley Atwell. Il sistema di combattimento sembra aver raggiunto una solidità che i materiali precedenti non lasciavano intuire con chiarezza: più peso, più reattività. Dopo anni di attesa e rinvii, la direzione sembra quella giusta.
Tra i titoli mostrati, Halo: Campaign Evolved è quello che tocca più da vicino i videogiocatori di lungo corso. Il remake non si limita a rifare graficamente il gioco originale: aggiunge nuove missioni e porta per la prima volta la saga su PlayStation 5, probabilmente perché era troppo tardi per cambiare rotta. Data di uscita: 28 luglio.
Senua di Ninja Theory è l’annuncio a sorpresa della conferenza. Se Hellblade: Senua’s Sacrifice era un gioco di combattimento mascherato da esperienza narrativa, e Senua’s Saga: Hellblade II aveva ridotto ulteriormente la componente ludica a favore di quella visiva, il terzo capitolo sembra prendere una direzione diversa: più gameplay, meno walking simulator. Difficile giudicare da un teaser, ma la direzione sembra promettente.
Nota di merito anche per Valor Mortis, nuovo gioco dagli autori di Ghostrunner, che convince per la sua direzione artistica, impreziosita da una collaborazione di pregio con Vincent Cassel. La demo è già disponibile, ma solo su Steam.
Non tutto ha convinto. Wo Long 2 di Team Ninja è esattamente ciò che si poteva aspettare: l’ennesima variazione sul tema soulslike ambientato nella Cina dei Tre Regni, con lo stesso gusto per l’abbondanza visiva e la stessa ripetitività sistemica delle uscite precedenti dello studio. L’annuncio è passato senza lasciare il segno. Il tanto atteso Clockwork invece ha mostrato un’estetica steampunk indubbiamente affascinante, ma lascia ancora perplessi sul fronte del gameplay, apparentemente troppo vicino alle ultime, traballanti, produzioni Obsidian e Bethesda.
Ancor meno convincente la rivelazione di Persona 6. Atlus ha mostrato un teaser sciatto di pochi secondi senza gameplay, senza personaggi, senza finestra di uscita. Solo un logo alla fine; peculiare, tra l’altro. Sicuramente c’è voluto coraggio per approvarlo. Chissà se in Atlus ce l’avranno anche per evitare la solita minestra di meccaniche stantie e proporci qualche novità interessante. Il pubblico Xbox intanto si gode quelle proposte da Asha Sharma.






















